Contea di Soliera

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 In attesa

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Eriti
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MessaggioTitolo: In attesa    Mar Nov 09, 2010 7:57 pm

Eriti era ritornata da una cavalcata nei territori di Soliera, l'inverno era ormai alle porte ed era necessario che tutti i solieresi avessero il necessario.

Stava camminando avanti e indietro nel Salone d'Accoglienza, con in una mano una lettera, cui ogni tanto buttava lo sguardo come a rileggerne alcuni punti, e nell'altra un calice di vino caldo, mentre nel camino acceso, scoppiettava allegro un fuocherello.

Ambrogio, cui era affidato il compito di gestire il feudo quando la Contessa era fuori, era seduto ad un tavolo, riportando quanto la sua padrona gli dettava.


Dobbiamo approfittare che il tempo non sia ancora peggiorato per mettere in sicurezza gli argini del fiume e dei canali di irrigazione, cerchiamo di evitare degli inutili allagamenti.
Inoltre vanno controllati uno ad uno i magazzini dei borghi e dei villaggi, e rafforzare quelli a rischio di caduta.

Inoltre .... PAOLO!
- chiamò la Contessa, e pochi istanti dopo un giovane gendarme si presentò alla porta del salone con un inchino - Eccomi mia Signora.

Paolo, ritengo sia il caso di arruolare altre guardie.
Temo che l'inverno possa far prolificare i briganti, e vorrei evitare spiacevoli atti di saccheggio che possa stremare il feudo.
Ormai sei il capo delle guardie, a te è affidata la sicurezza del feudo intero non solo di Palazzo Helios.

Si Signora.

Ah, Paolo, prima di congedarti, mi raccomando, l'ordine è sempre quello, vietato l'ingresso nel feudo a tutti coloro che non sono stati invitati o autorizzati. La lista la hai, dovrebbe esserti arrivata quella aggiornata giusto stamani.


Il Capo delle Guardie, si congedò con un inchino.
Eriti si avvicinò al tavolo, posò il calice, e preso il foglio dalle mani di Ambrogio ne lesse il contenuto.

Mi pare ci sia tutto......

Lasciò il foglio ad Ambrogio e torno al camino, dove fissò per qualche istante le fiamme. Prese dalla tasca l'orologio di fabbricazione germanica che aveva comprato da un mercante in visita a Siena ed osservò l'ora.

E' tutto pronto per l'arrivo dell'ospite che sto attendendo?

Si, mia Signora.

Bene.... dovrebbe essere qui a momenti.... questa sua lettera è interessante e.... inaspettata, anche se piacevolmente inaspettata.
Vado nel salotto, accompagna l'ospite nel Solotto, quando arriverà.
Nel qual mentre ricontrollo i resoconti.


Il maggiordomo passò il plico alla Contessa, che si avviò nelle sale interne del Palazzo.

_________________
Eriti Velia Malipiero Giustianiani Longo,
Contessa di Soliera


Ultima modifica di Eriti il Mar Dic 07, 2010 5:27 pm, modificato 1 volta
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Anniusca

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Messaggi : 11
Data d'iscrizione : 21.09.10

MessaggioTitolo: Re: In attesa    Dom Nov 28, 2010 10:33 pm

La nuvola di vapore formata dal fiato del nero cavallo andava fondendosi con quella della donna che, avvolta nel mantello, spronava sempre più con decisi colpi ai reni il galoppo dell'animale.
Soliera ormai non distava molto e i piccoli centri di campagna si susseguivano l'uno all'altro, uguali tra loro e tutti medesimamente impegnati con i raccolti nelle proprietà della Contessa.
Anna fissava dritto davanti a sé il sentiero ai cui lati gli alberi incendiati dall'autunno sfuggivano alla vista fino a quando non vennero sostituiti dai muri delle abitazioni del borgo.

Il passo di Rodrigo si acquietò mentre il ventre si gonfiava velocemente dopo la corsa. La padrona si abbassò a passare una mano tra il crine corvino osservando un carpentiere che, lungo il viottolo, batteva il mazzuolo sullo scalpello ad intagliare con maestria un tronco, le vene delle sue mani logorate dal lavoro sembravano una continuazione delle nervature del legno che pian piano mutava natura passando dal grezzo e rude materiale ad opera d'arte.


“Vi è più nobiltà in questo umile uomo” pensò la donna tornando retta sulla schiena e passando oltre l'artigiano. La sua attenzione era stato rapito da delle guardie in uniforme recanti le armi di Soliera, ai fianchi del fornice che separava il borgo dalle proprietà private della Contessa questi osservavano tutti quelli che si avvicinavano. Anna si avvicinò loro incrociando gli sguardi con quello che doveva essere il capo del corpo di guardia

“Fermatevi Madonna, abbiamo l'ordine di non far passare alcuno che non sia ospite della nostra Signora”

La donna si abbassò completamente il cappuccio del mantello, la treccia di capelli neri le cadeva sulla spalla destra ed il suo volto era ben riconoscibile a chi l'avesse già vista nelle piazze modenesi

“Sono attesa dalla Contessa, il mio nome dovrebbe figurare: Anna Iolanda Scarlett Espero in Carafa della Spina. Spero non vi siano impicci col farmi ricevere, non vorrei farla aspettare troppo e voi non vorrete che ella si spazientisca”

Quell'ultima frase sembrò smuovere l'uomo che girandosi fece un gesto del capo ad un soldato semplice che sorreggeva una pergamena; gli occhi di questo scorsero lo scritto alzandosi poco dopo ed annuendo al superiore che si fece da parte lasciando libero il passaggio.

Il cavallo riprese instancabile la marcia verso il castello. L'edificio si faceva passo dopo passo sempre più maestoso, non si poteva negare che la Contessa avesse buon gusto e stile, per questo aveva pensato a lei una volta che aveva realizzato quel pensiero. Sapeva che era persona sulla quale poteva contare e che avrebbe trovato una buona ascoltatrice insieme ad un solido sostegno.

Arrestò Rodrigo sul selciato del cortile antecedente il portone principale del castello, gli zoccoli dell'animale smossero alcuni ciottoli facendo sopraggiungere uno stalliere che prontamente ne prese le redini mentre la donna scavalcava con una gamba il dorso del cavallo e scendeva a terra

“Prenditi cura del mio destriero ragazzo, è molto affaticato dal viaggio” gli lanciò un sorriso voltandogli le spalle e dirigendosi verso l'entrata.
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Ambrogio
Ospite



MessaggioTitolo: Re: In attesa    Lun Nov 29, 2010 12:12 am

Ambrogio stava mettendo in ordine gli ultimi resoconti pervenuti dagli inviati del Castello nei villaggi e paesi sparsi per il feudo. Appena sistemati li avrebbe portati alla Contessa.
Nel mentre la servitù stava riassestando la Sala d'Accoglienza, alimentando di nuovi tronchi il fuoco, mettendo nuova acqua nei vasi con i fiori, sistemando i cuscini sulle poltrone e divanetti, e via dicendo.

Il maggiordomo si era giusto alzato dal tavolo, con i fogli ordinati in mano, quando una giovane donna si presentò nella sala.


Benvenuta a Palazzo Helios, voi dovreste essere la Viscontessa Consorte di Castelgoffredo che la Contessa attendeva.
Se volete seguirmi, Vi accompagno dalla Padrona. Lasciate pure il Vostro mantello ad una cameriera.

Una ragazza si era avvicinata all'ospite, in attesa che le fosse affidato il mantello, che una volta ricevuto, sparì all'interno del palazzo.
Ambrogio intanto si era portato sulla porta della Sala, attendendo che la Viscontessa Consorte lo seguisse.
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